BERRY ribesROSSOBERRY uvaSPINA

 

Cenni storici e origine botanica

Scelta delle varietà

Esigenze della coltura

La preparazione del terreno

La coltivazione in vaso

L’impianto

Forma di allevamento, sostegni, potatura

La gestione della fila e dell’interfila

La concimazione di mantenimento

I parassiti e la difesa fitosanitaria

Tabella dei principi attivi autorizzati in itali nel 2011
 

 

Cenni storici e origine botanica

 

Appartengono, come pure il ribes nero, al genere botanico Ribes. L’origine del termine, secondo alcuni autori, deriva dall’arabo e significa “acido”, per altri, si tratta della latinizzazione della forma germanica “Mübsee”, diminutivo dell’antico “Meba” che significa enigma. Questo genere comprende più di 300 specie, di cui alcune ornamentali, diffuse in tutta l’Eurasia e Africa del Nord. Le varietà coltivate derivano dalla selezione e dall’incrocio tra specie botaniche: il Ribes vulgare, il Ribes rubrum e il Ribes petraeum, mentre l’uva spina deriva dalla specie Ribes grossularia, var. vulgare e var. uva-crispa. Il ribes a grappolo, conosciuto dai greci e dai latini, è citato per la prima volta in Europa in documenti del XV secolo, mentre l’uva spina era già usata nelle salse in Gran Bretagna nel XVI secolo.

Scelta delle varietà

Varietà a grappolo rosso sono:

• Junifer: selezionato dall’Inra in Francia, è precoce, produttivo, adatto anche alle regioni a clima mite (in Italia fino alla Campania). Frutta di bell’aspetto e dal gusto gradevole, si presta a tutti gli usi, sia come frutto fresco, sia per la produzione di confetture, composte, salse, ecc.

• Rovada: varietà olandese, di maturazione medio-tardiva, è attualmente la più coltivata per il grosso grappolo e la facilità di raccolta.

Varietà a grappolo giallo:

• Victoria: varietà di media maturazione, dolce a completa maturazione, resiste bene sulla pianta, è rustica e facile da coltivare.

Varietà a grappolo nero:

Sono bacche dal gusto molto intenso, non gradito a tutti per il consumo fresco, si adattano meglio alla preparazione di composte e succhi di frutta. Eccezionalmente ricco di vit. C e di polifenoli.

Le varietà più diffuse sono Titania e Black Lamond.

Varietà ibride:

Esistono alcune varietà che derivano dall’incrocio del ribes nero e uva spina, quali Josta; il gusto è intermedio fra le due specie, non a tutti gradito.

Varietà di uva spina gialla:

• Withe Smith: è la più classica; media maturazione, piuttosto spinosa.

Varietà di uva spina rossa:

• Rokula: varietà di nuova generazione, meno sensibile all’oidio di quelle classiche.

 

Esigenze della coltura

 

Esigenze pedologiche e scelta del terreno

Il ribes e l’uva spina sono i piccoli frutti meno esigenti e più adattabili alle varie tipologie di terreno, anche se lo sviluppo migliore della pianta si ha con terreno leggero o siliceo-argilloso profondo, organico, pH 6-7.

Esigenze climatiche, esposizione

Per quanto riguarda le esigenze climatiche, il ribes e l’uva spina sono molto resistenti alle basse temperature, fatto salvo le gelate tardive che possono danneggiare la fioritura, sempre piuttosto precoce. Il clima caldo e secco rallenta invece molto lo sviluppo della vegetazione; è consigliabile quindi scegliere l’esposizione a Nord e le zone più fresche dei giardini.

Impollinazione

Mentre le varietà di ribes nero sono autosterili e quindi è necessario mettere a dimora piante di due varietà diverse, il ribes rosso, bianco e l’uva spina sono autofertili, anche se naturalmente hanno sempre bisogno della presenza di api o di bombi.

La preparazione del terreno

 La lavorazione del terreno

Rispettando le norme generali di buona gestione agronomica del suolo, ribes e uva spina non hanno problemi particolari.

Concimazioni di fondo

La concimazione organica di fondo, in relazione alla fertilità del terreno, prevede un apporto da 5 a 10 kg/mq di letame o altro materiale ben compostato, assieme a 40 g/mq di concime universale complesso.

La coltivazione in vaso

 Il ribes e l’uva spina possono essere coltivati con buoni risultati anche in un vaso di almeno 10 litri di torba o terriccio leggero a pH 6,5, alimentando poi la pianta con la fertirrigazione se presente oppure con la distribuzione primaverile di concime complesso a lenta cessione (tipo “Osmocote”, Nutricote” ecc.) a 8-9 mesi.

L’impianto

 

Epoca

Utilizzando piante cresciute in vaso la messa a dimora può avvenire praticamente durante tutto l’anno, ma l’epoca classica è durante il riposo vegetativo della pianta, da novembre a marzo.

Distanze

La distanza tra le piante nelle file dipende dalla scelta del tipo di forma di allevamento, mentre tra le file è bene mantenere 250 cm.

Per il fusetto verticale ad unico asse 50 cm, per la palmetta a due o tre branche rispettivamente 80 e 100 cm, per il cespuglio 100 cm.

Impianto di irrigazione

È possibile adottare sia l’impianto irriguo a pioggia (i frutti non sono soggetti a muffe), sia l’impianto a goccia, con un gocciolatoio per pianta.

In terreni freschi e profondi, con esposizione a nord, è anche possibile coltivare il ribes e l’uva spina senza impianto irriguo. In tale caso è consigliabile una potatura più corta.

 

Forma di allevamento, sostegni, potatura

 

Esistono almeno tre tecniche:

• Fusetto: è opportuno che la pianta allevata a fusetto (unico astone centrale) sia sostenuta da un palo alto circa 150 cm. Con la potatura si devono sopprimere tutti i polloni che crescono alla base e potare le branchette laterali in modo da mantenerle corte e orizzontali.

• Palmetta a 2 o 3 branche: nel caso di allevamento a palmetta è necessario fissare tre fili (altezza da terra 50 - 90 - 130 cm) per sostenere ed indirizzare i rami lungo la spalliera. I tre fili vanno tirati su una palificazione alta 2 metri e distante 5 metri. Il primo anno si legano al 1° filo i tre rami più forti, eliminando gli altri. Dagli anni successivi si eliminano sempre i polloni basali e si rinnovano i rami laterali, raccorciandoli ed eliminando quelli troppo verticali che farebbero concorrenza alle 2-3 branche principali.

• Cespugli: si lasciano 3-4 polloni, di cui ogni anno va eliminato uno, il più vecchio, sostituendolo con un nuovo pollone. Gli altri polloni e i rami più orizzontali vanno ogni anno eliminati.

 

La gestione della fila e dell’interfila

 

La pianta si presta bene ad essere pacciamata, sia con film plastico nero, sia con corteccia o altri materiali organici. L’interfila si può inerbire se esiste l’impianto con irrigazione a goccia, altrimenti è opportuno lavorare superficialmente l’interfila.

 

La concimazione di mantenimento

 

Per mantenere le piante in produzione per molti anni, come la coltura permette, oltre alla potatura annuale è necessario mantenere alta la fertilità del terreno.

L’ideale è distribuire ogni due anni letame o altro concime organico ben unificato in ragione di 5 kg/mq, integrandolo con una distribuzione annuale di concime minerale complesso in ragione di 40 g/mq.

In terreni leggeri può essere necessario integrare il boro e il magnesio con una concimazione al terreno o fogliare.

 

I parassiti e la difesa fitosanitaria

 

Malattie delle foglie

• Oidio (Sphaerotheca mars-uvae): questo fungo dal caratteristico colore biancastro attacca i giovani getti e le foglie in accrescimento. L’uva spina e lo Junifer sono varietà sensibili.

• Antracnosi (Gloesporium ribes) e septoria (Septoria ribes): sono malattie che attaccano le foglie, provocandone anche la caduta, così come la ruggine (Puccinia ribesii).

Parassiti delle branche e dei rametti

• Cocciniglie: si insediano nelle branche e alla base dei rametti, formando scudetti che proteggono, all’interno, gli insetti. Provocano il deperimento delle piante. Tagliando e bruciando i rami colpiti si riduce di molto l’infestazione.

• Sesia del ribes (Sesia tipuliformi): questa farfallina appare ad inizio giugno e depone le uova alla base dei nuovi getti. Le larve penetrano nelle fessure o nei tagli dei rami e si sviluppano in una galleria interna fino all’autunno, provocando il disseccamento dei rami.

 

 

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